Automobilista, sapevi che in tutto il centro di Bologna è in vigore il limite dei 30 km/h?

Una volta era l’arrotino che girava per le strade annunciando la propria presenza con la celebre frase “Donne! E’ arrivato l’arrotino”, poi è stato il turno di ombrellai e venditori di materassi, tutti dotati di auto e furgoni con impianti acustici per diffondere i propri messaggi. Oggi questo strumento di comunicazione ritorna in chiave moderna e con funzione sociale. In questi giorni, in occasione della Settimana Europea della Mobilità Sostenibile, un’auto con trombe e cartelloni, sta infatti battendo a tappeto il centro storico chiedendo “Automobilista! A che velocità stai andando?”. L’annuncio prosegue ricordando che “in tutto il centro di Bologna è in vigore il limite di velocità dei 30 km/h”, e chiude spiegando che “rispettando il limite dei 30 Km/h non si allungano i tempi di percorrenza e si permette a pedoni e ciclisti di muoversi in sicurezza”.

Le cosiddette “zone 30”, si stanno diffondendo in tutta Europa, e ultimamente anche in Italia, soprattutto dove, come nei centri storici, spesso non è fisicamente possibile realizzare piste ciclabili separate. A Bologna tutto il centro storico è di fatto una grande zona 30, ma troppi cittadini non ne sono consapevoli. Moderare la velocità a 30 km/h diminuisce la differenza di velocità tra mezzi e motore e pedoni e ciclisti, permettendo così a utenti diversi di condividere gli stessi spazi con meno rischi. Il sacrifico che si chiede agli automobilisti e ai motociclisti è minimo. Nei centri abitati, infatti, la velocità media è inferiore ai 30 km/h, basta controllare il proprio computer di bordo per rendersene conto. Gli occasionali picchi di velocità che si riescono a spuntare tra un semaforo e l’altro o nei rari tratti di strada libera non alzano la velocità media e non abbreviano i tempi di percorrenza, ma costituiscono invece un pericolo per pedoni e ciclisti. Anche per gli automobilisti è meglio una velocità minore, ma costante, che continue accelerate e frenate.

Oltre all’annuncio sonoro l’auto, che si muove rigorosamente ai 30 all’ora, è caratterizzata da vistosi cartelloni che spiegano che “per la sicurezza di tutti, io vado ai 30”. Sono previste anche delle soste per la distribuzione di cartoline informative. L’iniziativa, promossa dal Centro Antartide in collaborazione con il Comune di Bologna e ATC Car Sharing, si avvale proprio di un’auto della flotta Car Sharing di Bologna alimentata a metano. Il car sharing è un modo più sostenibile di utilizzare l’automobile, sia per il basso impatto ambientale delle vetture utilizzate, tutte Euro 4 o Euro 5 e oltre il 70% con alimentazione a GPL e metano, sia perché un’auto condivisa con altre persone sostituisce mediamente sei auto private, con positive ricadute sulla mobilità e una riduzione delle emissioni nocive. Si contribuisce, così, a sviluppare una cultura della mobilità più razionale, ecosostenibile e intelligente. Da studi europei di settore emerge, inoltre, che:

  • ogni automobilista che utilizza il servizio di car sharing riduce del 35-40% i propri consumi, grazie ad un utilizzo dell’auto più razionale e a un maggiore utilizzo del trasporto pubblico (+15-20%) e dei mezzi ciclopedonali (+5%)
  • il 47% degli utilizzatori del servizio di car sharing vende la propria seconda auto, mentre il 12% rinuncia all’acquisto della prima

A Bologna mediamente ogni anno grazie al car sharing si percorrono quasi 2.000.000 di km in meno diminuendo di 250 tonnellate le emissioni di CO2 in atmosfera [Fonte: Università Tecnica di Berlino]. Inoltre ad oggi ci sono 600 auto in meno circolanti per Bologna, per una superficie “liberata” pari a quasi due volte la facciata di san Petronio, ovvero più del 7% dei parcheggi a pagamento nel centro di Bologna!

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