Siamo tutti pedoni al via a Bologna

Lunedì mattina, nella sala Savonuzzi a Palazzo D’Accursio, si è svolta la conferenza stampa di presentazione di “Siamo tutti pedoni”, la campagna nazionale per la sicurezza degli utenti deboli della strada giunta alla sua quinta edizione. L’iniziativa, patrocinata dalla Presidenza della Repubblica, vede anche quest’anno l’impegno congiunto di istituzioni, associazioni, sindacati dei pensionati, università e scuole, uniti nel ricordare all’opinione pubblica che le tragedie sulla strada possono essere evitate semplicemente con un maggiore rispetto degli altri e delle regole della strada.

I numeri al riguardo sono emblematici: negli ultimi 10 anni in Italia sono stati uccisi 7000 pedoni e altri 200.000 sono rimasti feriti. Questo significa che anche nel 2013, probabilmente, 600 persone perderanno la vita mentre camminano per le strade italiane e altre 21.000 rimarranno ferite. Cifre spaventose su cui è bene riflettere e che dovrebbero incentivare a ripensare la strada non come un territorio incontrastato per gli automobilisti, ma a un ambiente in cui integrare e far rispettare gli utenti deboli della strada.

 A illustrare gli obiettivi e le finalità di “Siamo tutti pedoni” è stato Francesco Bedussi del Centro Antartide – l’associazione che insieme all’Osservatorio per l’Educazione e la Sicurezza stradale della Regione Emilia-Romagna coordina la campagna - ponendo l’accento sulla grande partecipazione a livello nazionale registrata dall’iniziativa. Sono infatti oltre trecento i soggetti aderenti, tra cui amministrazioni comunali di piccole, medie e grandi dimensioni, radio, le sigle sindacali dei pensionati – Spi-Cgil, Fnp-Cisl e Uilp-Uil, ma anche aziende sanitarie, l’Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada sparsa su tutto il territorio, nonché le principali associazioni dei consumatori. La campagna di sensibilizzazione sarà incentrata sulla distribuzione del materiale informativo a cui hanno preso parte testimonial d’eccezione, provenienti dal mondo della cultura, del giornalismo e dello spettacolo come Piero Angela, Milena Gabanelli, Vito, Margherita Hack e Vauro.

Emanuela Bergamini Vezzali - Presidente dell’Osservatorio – ha invece battuto il tasto sull’importanza della prevenzione dei comportamenti individuali, individuando nel mondo della scuola e nei giovani il basamento su cui edificare una solida cultura civica. Tra i relatori presenti anche Marina Forni - Presidente del FAI Emilia-Romagna - che ha lodato le finalità dell’iniziativa, testimoniando il sostegno della fondazione che da sempre si occupa della tutela dell’ambiente e dell’arte.

"Una battaglia di civiltà. Una campagna al rispetto delle regole per sensibilizzare l’opinione pubblica all’educazione stradale". Con queste parole si è aperto invece l’intervento dell’Assessore alla Mobilità del Comune di Bologna Andrea Colombo che ha elogiato l’iniziativa, fatta propria dalla Regione Emilia-Romagna e sostenuta in primis dall’amministrazione del capoluogo emiliano. Colombo, riferendosi ai dati ISTAT forniti dal Centro Antartide che vedono un preoccupante aumento del 30% dei feriti tra i pedoni a Bologna, ha sottolineato l’importanza dell’intervento pubblico per favorire la sicurezza stradale, annunciando la creazione di zone 30 km/h in alcune aree urbane della città e il potenziamento delle infrastrutture di traffing calming, quali le isole pedonali salvagente.

A chiudere la conferenza stampa sono stati i contributi di Valentino Minarelli e Paolo Bernagozzi, rispettivamente Segretario Spi-Cgil di Bologna e Presidente dell’Ancescao. Entrambi hanno concordato sulla necessità di ricreare una convivenza urbana che tenga conto delle esigenze dell’anziano, la categoria più colpita dalle stragi dei pedoni. Numeri alla mano, il 60% delle vittime tra gli utenti deboli della strada ha infatti più di 65 anni.

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