I pedoni non sono gazzelle

pedoni e non gazzelleI sindacati dei pensionati Spi-Cgil, Fnp-Cisl, Uil e Centro Antartide chiedono al Comune di Bologna di riprogrammare i tempi semaforici a partire dalle due Torri

Una partita di calcio dove i tempi supplementari durano più dei regolari? Non si è mai vista. Così come dei titoli di coda che, al cinema, occupano più tempo del film, o un concerto dove il bis degli artisti è più lungo dell’esibizione vera e propria.

Eppure qualcosa di simile accade proprio sotto le due torri di Bologna, nel cuore della futura area pedonalizzata, al semaforo che regola l’attraversamento pedonale di via Rizzoli dove per i pedoni il giallo dura più del verde. Infatti dopo un ragionevole tempo concesso al passaggio di auto, moto e bus (1 minuto e 3 secondi), scatta il verde pedonale. È quasi lo sparo che dà il via a una gara di velocità: appena 6 secondi di verde, seguiti da 13 di giallo, e poi di nuovo lo stop per chi attraversa a piedi per 1 minuto e 9 secondi.

Come regolarsi allora per l’attraversamento se il tempo concesso al passaggio del pedone è più breve del tempo che dovrebbe annunciare l’approssimarsi dello stop? Certo, sono tempi pensati per favorire un passaggio il più scorrevole possibile della autovetture. Tempi semaforici pedonali tarati su pedoni giovani, scattanti, dall’ampia falcata. Ma che ne è di coloro che costituiscono la maggior parte di quanti si muovono a piedi, gli anziani, che spesso faticano ad arrivare dall’altro lato della strada e che così vengono anche privati del riferimento sicuro del semaforo?

La stessa cosa capita altrove in città: è il segnale di una mobilità che non tiene conto adeguatamente dell’utente debole della strada, di tutti quelli che non riescono a muoversi al massimo della velocità: anziani, ma anche bambini, mamme con passeggini, persone con difficoltà a camminare.

La riprogrammazione dei tempi semaforici dando più secondi ai pedoni, a partire dal cuore della città, è la richiesta che fanno al Comune di Bologna i sindacati dei pensionati Spi-Cgil, Fnp-Cisl, Uil e il Centro Antartide. Anche in questo modo si contribuisce alla costruzione di un sistema di mobilità sostenibile che incentiva soprattutto gli spostamenti a piedi, in bicicletta, in bus.

Chi si muove a piedi aiuta Bologna a respirare, non spreca energia, non crea ingorghi, scivola via silenzioso, contribuisce alla salute propria e di tutti. Merita di essere premiato e non penalizzato. Anche dagli automobilisti che in realtà, appena scendono dall’auto, tornano ad essere anch’essi dei pedoni.

 

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