Bimbi e anziani compongono la scritta "strada alla vita" in piazza Maggiore a Bologna

Alle 10 di questa mattina, in Piazza Maggiore a Bologna i bambini delle scuole Padre Marella e Fabio Besta insieme agli anziani dei sindacati dei pensionati e ai vigili dei nucleo motorizzato hanno composto sedendosi sul selciato la scritta “strada alla vita”. Il messaggio viene inviato simbolicamente a tutti gli automobilisti e motociclisti. Tra i tanti che hanno composto la scritta gli Assessori del Comune e della Provincia di Bologna Giuseppe Paruolo e Graziano Prantoni, Emanuela Bergamini Vezzali dell’Osservatorio per l’educazione stradale e la sicurezza della Regione Emilia-Romagna, i segretari dei sindacati Spi-Cgil Bruno Pizzica e Andrea Alessandri della Uil Pensionati.

La singolare iniziativa fa parte della prima “Campagna nazionale per la sicurezza degli utenti deboli della strada” che vuole simbolicamente segnare la riscossa degli utenti deboli contro la strage che si consuma tutti i giorni sulle strade italiane e che vede troppo spesso come vittime incolpevoli i cosiddetti “utenti deboli”: pedoni, ciclisti, bambini, anziani, portatori di handicap, mamme e papà con il passeggino. Ad esempio sono più di 1.000 i pedoni e i ciclisti uccisi ogni anno in Italia e più di 30.000 sono i feriti. Sulle strade della provincia di Bologna nel 2006 sono morti 13 pedoni e 4 ciclisti, mentre i feriti sono stati 349 tra i pedoni e 212 tra i ciclisti. Particolarmente colpiti sono gli anziani, basti pensare che praticamente tutti i pedoni morti (12 su 13) avevano più di 65 anni.

La campagna è realizzata sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica. Tra i promotori figurano l’Osservatorio per l’educazione e la sicurezza stradale della Regione Emilia-Romagna, il Centro Antartide, i sindacati Spi-Cgil, Fnp-Cisl, Uil Pensionati, Comune e Provincia di Bologna.

L’idea, partita da Bologna, ha raccolto adesioni in tutta Italia. Iniziative analoghe sono infatti state realizzate anche a Torino, Napoli, Brescia, Cosenza, Crotone, Agrigento, Catanzaro, Genova, Pisa, Messina, Prato, Ravenna, Taranto, Torino, Venezia, Trieste, Bari e Palermo.

Nonostante si continui a parlare di «incidenti» in strada troppe volte non si muore per caso. Si muore perché in tanti non rispettano le regole. Il semplice rispetto delle regole da parte di tutti, a partire dai limiti di velocità, renderebbe possibile - subito e a costo zero - la riduzione drastica delle vittime della strada.
Il messaggio lanciato oggi in Piazza Maggiore aveva proprio l’obiettivo di richiamare tutti ad un maggiore senso di responsabilità che è indispensabile per ridurre le tragedie sulle strade. Naturalmente servono anche interventi infrastrutturali come percorsi pedonali protetti e piste ciclabili e un’efficace sinergia tra azione educativa, preventiva e repressiva delle forze dell’ordine anche con l’utilizzo diffuso delle tecnologie per scoraggiare comportamenti pericolosi come l’alta velocità. Perché un pedone o un ciclista investito a 30 km orari ha il 50% di possibilità di sopravvivere. Se investito a 50 km orari le possibilità di sopravvivenza si riducono al 10% e oltre i 60 km orari non ha speranza.

Tra i promotori bolognesi della campagna si segnalano anche AICE Associazione Italiana Contro l’Epilessia, Consulta della bicicletta, Ancescao, Arci, Legambiente, Auser, Coop Adriatica, Fish, www.ilikebike.org, Associazione Bandiera Gialla. La regia è curata dal Centro Antartide.

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