Quando guidi rispetta l'anziano che sarai

Image“Quando guidi rispetta l’anziano che sarai” è il messaggio della campagna di sensibilizzazione che vuole far riflettere sui rischi che coinvolgono questi cittadini in strada e sulla necessità di rispettare le regole per prevenire il più possibile i pericoli. La campagna chiede a tutti gli automobilisti di identificarsi negli anziani nella consapevolezza che tutti lo diventeranno.

Gli anziani non si muovono agilmente nel traffico, spesso fanno fatica a vedere e a udire bene. Non si rendono conto della capacità di accelerazione di un’automobile o di una moto, né sono in grado di “scattare” per evitare i pericoli, o di attraversare la strada velocemente. Stanchi di attendere che la strada si liberi dai mezzi in movimento sono a volte portati a “forzare” imprudentemente l’attraversamento.

L’insicurezza delle strade colpisce in modo particolare la popolazione anziana, questi che, non casualmente, vengono considerati tra i “soggetti deboli” più a rischio. A livello nazionale nel 2004 mentre camminavano in strada –ci dicono le statistiche dell’Istat- sono stati uccisi, a causa di quelli che impropriamente definiamo “incidenti”, 417 persone che avevano più di 60 anni e 6.650 sono state ferite. Questi dati in realtà, come rivelano statistiche sanitarie, descrivono solo parzialmente la tragedia. Infatti molte altre vittime sfuggono alle rilevazioni dell’Istat che, per esempio, non registrano chi muore dopo un mese dall’ “incidente”.

La campagna viene realizzata in tante città italiane, da Palermo a Bologna, da Parma a Latina, da Cesena a Treviso, da Crotone a Bergamo. Istituzioni, associazioni, sindacati pensionati Cgil-Cisl-Uil, Aziende Usl insieme per contribuire a riportare la civiltà nelle strade con il patrocinano dell’’UPI (Unione delle Province Italiane), dell’ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani) e della Conferenza delle Regioni.

La campagna vuole porre l’attenzione, in particolare, sul diritto alla precedenza sulle strisce pedonali che, troppo spesso, viene ignorato nelle città italiane, a differenza degli altri paesi europei dove il rispetto della norma è una certezza. Nello stesso tempo vuole far riflettere su quanto incida la velocità sulle conseguenze di un “incidente”. E’ dimostrato che al crescere della velocità corrisponde un aumento esponenziale del rischio di morte: se a 30 km/h il pedone generalmente rischia al 15% di perdere la vita, già a 40 km/h il pericolo di morire raddoppia. A 50 km/h diventa il 60%. Oltre si hanno solo casi mortali.

Rispettare le regole è quindi una delle azioni più importanti per restituire sicurezza alle strade e ridurre significativamente il numero delle vittime. Vale per gli anziani, e non solo. Pedoni si nasce (ma è pure bene pensare che) anziani si diventa.

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