Dal Forum ad una nuova piattaforma nazionale per l'acqua

Ormai otto anni fa, nel 2007 di questi tempi, erano in pieno svolgimento i lavori che portarono, quello stesso anno, alla nascita del Forum Nazionale sul Risparmio e la Conservazione della Risorsa Idrica promosso dalla Regione Emilia-Romagna insieme al Centro Antartide. Un’esperienza che per i quattro anni successivi ha promosso una modalità nuova di parlare di acqua attraverso il coinvolgimento attivo e multisettoriale di quel livello intermedio di stakeholder ed addetti ai lavori che fanno la “quotidianità” della cultura e gestione della risorsa idrica nel nostro paese. Evidentemente il Forum riuscì a colmare un vuoto di cui il nostro Paese soffriva, ma probabilmente soffre ancora, la mancanza di un livello intermedio che supporti la policy making inteso come disegno delle strategie da parte dei decisori così come dell’applicazione delle stesse. Tutto ciò che, già al tempo, era caldamente suggerito dalla Commissione Europea per la gestione delle risorse naturali e la pianificazione territoriale in particolare rispetto all’Acqua. Una piattaforma che coinvolgendo i diversi stakeholder ed addetti ai lavori dei diversi settori e discipline riconducibili all’acqua (non solo i tecnici ma anche i comunicatori e gli educatori, le associazioni di categoria come le associazioni ambientaliste e dei consumatori) permettesse non solo di evidenziare problemi e criticità tecniche, gestionali e normative della Risorsa idrica del nostro Paese ma che mettesse in luce le eccellenze e le buone pratiche che molto spesso trovano più importanti palcoscenici e raccolgono maggiori riconoscimenti al di fuori dei confini nazionali.

Con nostra sorpresa, coordinando la Segreteria Tecnica, non ci siamo mai trovati a dover sedare la discussione, seppure fra soggetti fortemente contrapposti, in quanto ha sempre prevalso, e di questo forse siamo sempre stati convinti, la risoluzione dei problemi comuni, la collaborazione ed il confronto. Questo spirito ha permesso di raggiungere risultati che forse al tempo sembravano minimi ma che, oggi a distanza di anni, credo abbiano segnato un modo diverso di approcciarsi al tema acqua nonché contribuito a rafforzare relazioni e collaborazioni.
Un approccio multisettoriale e multidisciplinare che, fuori dal nostro Paese, ha portato, in realtà comunque simili alla nostra per contesto e problematiche, ad un deciso salto di qualità nella gestione della risorsa idrica. La Spagna che ha saputo fare di questo approccio un elemento caratterizzante e di forza che l’ha portata, sui temi dell’Acqua, ad eccellere a livello europeo.
L’esperienza poi andò a spegnersi più per responsabilità politiche che per altro, mancò il coraggio e la lucidità di fare il cosiddetto salto di qualità (anche se da quella esperienza sono nati altri progetti come Wataclic). Ma i problemi dell’acqua non credono siano stati risolti, si è cominciato a parlare insistentemente o a volte quasi esclusivamente di tariffa dell’acqua oppure dei problemi legati alle emergenze idriche (siccità o alluvioni), ma ho l’impressione che si sia perso il senso collettivo e complessivo per affrontare la gestione sostenibile di questo elemento, l’Acqua, così affascinante e fondamentale. Mi capita spesso di parlare con persone che dedicano, in Italia, a questo elemento la propria vita lavorativa o passione ed ogni volta mi convinco che il fermento e la volontà di affrontare e risolvere i problemi sia ancora molto forte e non sopita.

E’ chiaro che in questi anni le problematiche, in particolare quelle connesse ai cambiamenti climatici, si sono evolute e di pari passo le conoscenze. Oggi si parla di resilienza, di adattamento anche nella gestione delle sollecitazioni derivanti dal clima, che sta cambiando in maniera sempre più evidente. In questi giorni, in particolare, in cui ci si trova ad affrontare l’ennesima siccità invernale, situazione questa a cui ci dovremmo abituare e a cui dovremmo far fronte in maniera sistematica nei prossimi anni, costringe tutti a ripensare, ricercare e ritrovare nuovi strumenti. Forse l’esperienza del Forum non è più attuale ma credo mantenga elementi sicuramente ancora validi, se non nelle modalità certamente nello spirito e nell’approccio. A questo si aggiunga che con la fine del 2015 è terminato lo spazio temporale di riferimento della Direttiva Comunitaria 2000/60 che istituisce un quadro per l'azione comunitaria in materia di acque. Entro questa scadenza tutti i corpi idrici significativi devono raggiungere un buono stato ambientale. A questo si affianca la Convenzione Europea del Paesaggio e la Direttiva Comunitaria 2007/60 relativa alla valutazione ed alla gestione del rischio alluvioni.
Sicuramente è interessante lo sviluppo, seppure a rilento, che sta avendo il Contratto di Fiume e la sua diffusione che potrebbe avere un’accelerazione grazie all’inserimento nel Collegato Ambientale alla Legge di Stabilità 2014, che introduce tra le modifiche al Testo Unico Ambientale DLgs 152/2006 un articolo sui Contratti di Fiume.
Sarebbe comunque interessante verificare il rilancio di una piattaforma nazionale di incontro e confronto sui temi dell’Acqua che partendo dal livello intermedio sappia supportare i decision maker nazionali, che sui temi dell’acqua latitano da qualche anno. Una piattaforma che sempre più si posizioni sui temi dell’adattamento e della resilienza e allo stesso tempo sappia fare tesoro delle pratiche di inclusione e partecipazione.
Una piattaforma che metta insieme e stimoli la ricerca e la sperimentazione di cui il nostro paese ha grande bisogno per portare anche dentro il mondo dell’Acqua l’innovazione, tecnologica e sociale.


Marco Pollastri - Vicepresidente del Centro Antartide

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