La notte diventa sostenibile: al via il progetto Green Night

Logo Green Night45 mila tonnellate di anidride carbonica: sono le emissioni di concerti, festival, performance che vengono organizzati in un anno in Italia, che sono pari al consumo medio annuo di 6 mila famiglie di tre persone, o di 22 mila auto che percorrono ciascuna 10 mila chilometri. A questa cifra vanno ad aggiungersi il consumo di risorse naturali, di materie prime e la produzione, spesso massiccia, di rifiuti. Si capisce allora come sia importante lavorare per diminuire l’impatto ecologico dell’industria del divertimento, a cominciare dai locali notturni che ne sono una componente essenziale. Da queste considerazioni è nato il progetto Green Night, ideato dal Centro Antartide di Bologna, da 20 anni attivo sui temi della comunicazione ambientale, con la collaborazione di Legambiente Reggio Emilia, WWF Rimini, coop Il Millepiedi, Dualica e con il sostegno della Regione Emilia-Romagna e la partnership di Edison e Usobio.

Il 70% delle emissioni di un locale notturno ad esempio deriva dal trasporto di beni e persone: passando ai prodotti a Km 0,  al trasporto pubblico o a mezzi a basse emissioni come la bicicletta potrebbe essere drasticamente ridotto. E ancora, illuminazione e amplificazione sono fra i principali consumi energetici, e scenderebbero del 60% passando ai led e al digitale. Lo smaltimento di rifiuti di una serata di concerto produce le stesse emissioni di un’auto che percorre 6.500 km: ma si riducono a meno di un quinto se si fa la raccolta differenziata e si utilizzano bicchieri e piatti biodegradabili.
Gli interventi proposti da “Green Night” ai locali vanno in questa direzione, e sono riassunti in uno specifico protocollo al quale i locali possono aderire con vari livelli di impegno e di cambiamento. Il punto di partenza sono sicuramente gli interventi che permettono di ridurre i consumi di acqua, come l’installazione dei riduttori di flusso, ed energia, con l’installazione di sistemi di illuminazione a basso consumo. L’utilizzo di energia certificata verde, cioè proveniente da fonti rinnovabili. Ma anche il menù è una variabile importante per contenere l’impatto ecologico di un locale. L’utilizzo di cibi a chilometro zero limita i costi ambientali associati al trasporto degli alimenti. Le portate vegetariane a parità di calorie fornite richiedono meno risorse per essere prodotte rispetto alla carne. Rinunciare all’acqua in bottiglia in favore di quella di rubinetto consente infine di evitare l’inquinamento causato dalla produzione, dal trasporto e dallo smaltimento delle bottiglie di plastica. Sempre in tema di rifiuti, scegliendo il materiale usa e getta come piatti, bicchieri, posate e cannucce in materiale biodegradabile può quindi essere smaltito negli appositi contenitori per umido a impatto ridotto. All’interno del locale si attiva un capillare sistema di raccolta differenziata per vetro, umido e cartone, ma al fine di limitare al massimo il numero di vuoti si propone di favorire le bevande alla spina. Parlando di consumi energetici non si possono trascurare quelli associati al trasporto. Per questo chi abbandona l’auto per recarsi al locale in autobus o in bici può ottenere uno sconto sulle consumazioni. Il margine è ampio, fino ad arrivare all’installazione di pannelli fotovoltaici o simili: il processo è graduale, e ogni locale può aderirvi a seconda della sua disponibilità.

Anche il pubblico del locale riveste una parte fondamentale nel progetto: oltre agli interventi tecnici infatti Green Night prevede serate di sensibilizzazione, in cui il pubblico viene  coinvolto in azioni di comunicazione che da un lato valorizzano l’impegno del locale e dall’altro sono l’occasione per parlare di sostenibilità. Per questo, nei tre locali dell’Emilia-Romagna che per primi sono stati certificati Green Night, verranno organizzate tre serate di lancio. Questo il primissimo calendario: il 28 aprile il progetto sarà Circolo Arci Fuori Orario di Reggio Emilia (che da anni è attivo sui temi della sostenibilità) con il live dei Lassociazione;  il 4 maggio, all’interno del Green Social Festival, al Locomotiv Club di Bologna con il live di Dente e la Green Night Parade, che partendo da Piazza Maggiore, porterà una carovana di ciclisti al locale. Infine ci si sposterà in riviera con la serata del 19 maggio al  Velvet Club di Rimini. All’interno spettacolari comunicazioni ad hoc, un immenso gonfiabile con proiezioni artistiche sul tema ideate da Basmati, QR codes che rimandano alle pagine del progetto, particolari Bike Game interattivi alimentati dall’energia cinetica di un pedalatore e alcuni bicigeneratori occuperanno il locale coinvolgendo i frequentatori.

Il Green Clubbing  ha già un grande successo in Europa, in locali, come il WATT Club di Rotterdam, dove viene raccolta l’acqua piovana per utilizzarla nei bagni e l’energia del locale viene da fonti rinnovabili, tra cui anche l’energia prodotta da chi balla in una speciale pista da ballo che fa da accumulatore. Green Night diventa così anche in Italia un marchio che accerta la sostenibilità del locale notturno in tutti i suoi aspetti e che diventa anche elemento di promozione dell’immagine del locale, un nuovo sistema di fidelizzazione del pubblico attraverso il rispetto dell’ambiente.

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