Modena Città Civile e Bella: la premiazione

Non solo cura del verde, della biodiversità e pulizia della città ma anche attenzione alla coesione delle comunità delle periferie, alla bellezza, alla cultura e non per ultimo all’attrattività turistica della città. Sono 23 i progetti candidati alla prima edizione del Premio Modena Città Civile e Bella, che dopo 10 anni di esperienza bolognese si allarga anche  questo ricchissimo territorio, promosso dal Gruppo Hera, coordinato dal Centro Antartide con la collaborazione del Comune di Modena e la Media Partnership de Il Resto del Carlino: proposte che, come suggerito anche dal bando, declinano la cittadinanza attiva in diversi ambiti andando a testimoniare l’impegno e la creatività che i modenesi dedicano alla loro città. 

In tanti casi si tratta di esperienze già lanciate o in piccola parte sperimentate che con il Premio vogliono ampliarsi o consolidarsi in vari ambiti, in altri sono invece idee rimaste finora nel cassetto che grazie al premio possono prendere vita: tra queste ci sono anche proposte di singoli cittadini e non solo dei noti soggetti organizzati a sottolineare come non sempre servano grandi organizzazioni o strutture per dare il proprio contributo al miglioramento della comunità e dell’ambiente.
Quello che emerge è il ritratto di una città che si fa attenta al territorio come modalità di cura per gli altri cittadini: ogni progetto si distingue per la prospettiva di creare nuove occasioni di incontro, di bellezza e di condivisione di momenti e azioni di impegno civico, mettendosi in gioco in prima persona a favore della città. Gli strumenti sono quelli propri della cittadinanza attiva, interventi diretti e azioni che coinvolgono tutti in prima linea, ma emerge anche come siano in tanti soggetti a proporre strumenti propri dell’arte e della riappropriazione artistica (due i progetti di danza legata a contesti insoliti, ma anche arte pittorica e teatro) per andare a lavorare proprio negli spazi periferici della città, quelli dove in tante situazioni è più visibile una apparente mancanza di opportunità di coesione, incontro e cultura.
Il Premio Modena Città Civile e Bella, ancor prima che stilare classifiche o attribuire premi di merito, ha voluto soprattutto raccontare e valorizzare, anche in ottica di emulazione, le proposte presentate e le energie civiche che sono emerse nei progetti. La giuria, data la bellezza e il valore di tutte le proposte presentate, ha valutato di dividere il montepremi, inizialmente immaginato per i primi tre classificati, in quattro premi, e di indicare anche alcune menzioni speciali per alcuni progetti ai quali non è stato possibile assegnare un premio in denaro ma la cui qualità e i temi trattati hanno particolarmente colpito i giurati.
A ricevere il primo premio di 2000 euro “Modena Pulita”, un gruppo di giovanissimi ragazzi, dai 17 ai 23 anni, che hanno dato vita, e vorrebbero ampliare un progetto di azioni spontanee di pulizia della città, che diventino occasione per ragionare sul senso di responsabilità del nostro territorio, per fare comunità e per diffondere fiducia, oltre che decoro. Sempre un soggetto informale si aggiudica il secondo premio di 1500 euro: sono gli Amici di Albareto, una rete di residenti della frazione che dal basso ha avviato un prezioso lavoro per costruire comunità in un quartiere molto particolare, quello di Albareto, attraverso l’attenzione al territorio, ai luoghi di aggregazione di vicinato, agli edifici abbandonati, alla creazione di proposte di mobilità sostenibile che uniscano le generazioni. Il terzo premio è stato assegnato al gruppo Agesci Modena 6, che da ormai 10 anni ha creato un vero e proprio giardino segreto riportando biodiversità e bellezza in un angolo un po’ fuori dalla città, creando a tutti gli effetti una palestra di cittadinanza attiva e trasformandola in maniera radicale grazie all’impegno dei più giovani, in un vero e proprio giardino di comunità: il premio di 1000 contribuirà al desiderio dei gruppi scout di aprire e “regalare” questo spazio anche a tutta la cittadinanza. Quarto premio infine al Comitato Anziani e Orti Sant'Agnese San Damaso APS e al loro progetto di rigenerazione del Parco dei Fiori Recisi: un premio che riconosce l’attenzione, che ha una storia ormai antica, a uno dei simboli dello spazio pubblico per eccellenza, le panchine, espressione della viabilità di un parco, della socialità, dell’opportunità per i più piccoli e i più anziani di fermarsi ma che vuole sostenere anche la cura agli altri piccoli e grandi arredi del Parco dei Fiori recisi che nel loro essere “dettagli” migliorano la bellezza e l’attrattiva dell’area.
Sei anche i progetti che hanno ricevuto menzioni speciali per i temi di particolare delicatezza trattati e per le modalità originali di affrontarli tentando di coinvolgere tutta la comunità cittadina: la valorizzazione delle periferie e della storia industriale con il progetto Iter Diffuso, le condizioni abitative di anziani con deficit cognitivo con Cà Nostra, il recupero della biodiversità urbana con il Parco Campagna dedicato alla Resistenza, l’economia circolare con l’Officina del Riuso, i vuoti urbani di periferia riabitati per costruire comunità e colmare le diseguaglianze tra le persone con disagio psichico e i “normodotati” con Lo Spazio Nuovo e infine l’autoproduzione e coltivazione biologica con la particolarissima Gara del Pomodoro.
Un grande grazie è andato anche agli altri proponenti dei restanti progetti, non di minor valore: per loro restano aperte le porte per collaborare con i proponenti, a partire dal Gruppo Hera e dai Comuni, e per dare gambe ai progetti presentati anche senza il riconoscimento in denaro.

Leggi tutti i progetti e le motivazioni della giuria 

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