Premio Bologna Città Civile e Bella 2019 Giampiero Mucciaccio

Ritorna per la sua ottava edizione il Premio Bologna Città Civile e Bella, promosso dal Centro Antartide con il supporto del Gruppo Hera, il patrocinio del Comune di Bologna e la media partnership de Il Resto del Carlino: si cercano progetti per la città che promuovano la bellezza, la corretta gestione delle risorse, il vivere bene dei cittadini, l’attenzione al territorio. Premi che vanno da 2.500 a 1.000 euro per un’edizione particolare, non solo per la prossima estensione anche ad altre città della regione ma anche per la nuova intitolazione a ricordo di Giampiero, che a Bologna Città Civile aveva dedicato tanto del suo lavoro degli ultimi anni

Riparte il Premio Bologna Città Civile e Bella: aperta da oggi la call per presentare progetti di qualità che nascano dalla progettualità di singoli, cittadini, associazioni, gruppi informali o scuole e che si caratterizzino come veri e propri “progetti per la città”, iniziative di innovazione sociale, che rispondano cioè ai bisogni della comunità in maniera innovativa e dal basso promuovendo lo sviluppo e il benessere del territorio di riferimento, che traducano in un’idea progettuale il prendersi a cuore in maniera diretta e volontaria la bellezza, il decoro della città, la corretta gestione di risorse, favoriscano il buon vivere dei cittadini, valorizzino le risorse e i beni comuni.

Il Premio è promosso dal Centro Antartide con il supporto del Gruppo Hera, il Patrocinio del Comune di Bologna e la media partnership de Il Resto del Carlino e ancora una volta vuole valorizzare, rendere visibili e stimolare iniziative di innovazione in città. Quest’anno con una sfida: passare dai tanti progetti di grande valore che a Bologna animano le tante aree della città a progetti di respiro cittadino e comprensivo, capaci di coinvolgere sempre più gruppi della cittadinanza in un approccio al territorio positivo e “civico”.

Bologna Città Civile e Bella  è aperto a tutti i soggetti del territorio, Bologna (cittadini, associazioni, gruppi non formali, comitati, parrocchie, imprese e scuole), singolarmente o in rete,  che possono partecipare presentando progetti che prevedano una forte componente di cittadinanza attiva e impegno civico per la loro promozione e realizzazione. Il bando nasce prima di tutto come occasione di riconoscimento e valorizzazione, ancor prima che di finanziamento, e mette in palio tre premi da 2.500, 1.500 e 1.000 euro: le candidature sono da presentare entro il 31 ottobre tramite la scheda e saranno valutate da una giuria e da uno speciale “comitato civico” composto da alcune personalità cittadine protagoniste dei temi del progetto.

Da quest’anno inoltre il premio porterà il nome del suo ideatore, il nostro fondatore Giampiero, scomparso lo scorso marzo, dalle cui visioni era nata nel 2009 l’idea di un riconoscimento cittadino ai “portatori di senso civico”, trasformatasi poi di anno in anno nella versione attuale del premio che sostiene idee e progetti di valore per la città. Un’edizione resa ancora più speciale dalla prossima “espansione” anche ad altri contesti cittadini vicini a Bologna.

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Un premio in memoria di Giampiero Mucciaccio
Giampiero Mucciaccio ha fatto della ricerca e della valorizzazione del senso civico e della bellezza, a Bologna e non solo, uno degli obiettivi più ambiziosi del suo lavoro degli ultimi anni al Centro Antartide, il centro da lui fondato quasi 30 anni fa proprio per dedicarsi a diffondere sensibilità profonde e rivoluzionarie sui temi della sostenibilità, della convivenza, dell’innovazione sociale.
Aveva intuito, con il fare quasi visionario che lo caratterizzava, che la ricchezza di una città non sta solo nel benessere economico, per quanto importante, ma risiede soprattutto nelle relazioni tra le persone, nell’attenzione che ognuno riserva al prendersi cura del territorio fuori dalla propria porta di casa, degli spazi, delle relazioni, delle altre persone, specialmente quando non fanno parte della propria rete sociale. In quello che in sociologia, non a caso, si chiama “capitale” sociale. Aveva compreso che solo coltivando fiducia, gentilezza, cura del territorio e dell’ambiente si può costruire una città sostenibile e inclusiva per tutti: o come la chiamava lui, una “città civile”.
Sono passati più di 10 anni da quando Giampiero iniziava a portare e a condividere questa visione in città e in varie parti di Italia, anticipando, così come accaduto anche per altri ambiti a lui cari, con grande capacità intuizione i tempi nel mettere a fuoco quello che sarebbe stato uno dei temi strategici per lo sviluppo delle nostre città. Cittadinanza attiva, coesione, inclusione, collaborazione per la gestione dei beni comuni, capitale sociale: molte di queste riflessioni si ritrovano, per fare un esempio, nei più recenti documenti di indirizzo dell’ONU per lo sviluppo sostenibile, la famosa Agenda 2030.
Il Premio Bologna Città Civile e Bella nasce da questo terreno e dalla capacità di Giampiero di tradurre grandi orizzonti in idee semplici e potenti: partire, per rilanciare questa ricchezza cittadina, dal valorizzare, ringraziare e sostenere chi mette la propria creatività, sensibilità e le proprie energie a servizio della città, dando visibilità alle “buone notizie”, quelle che tante volte sui giornali non trovano spazio, e - perché no -ispirando altri cittadini a imitare esperienze, comportamenti, progetti. Perché “il bello fa bene”, a tutti.
Giampiero Mucciaccio ci ha salutati lo scorso marzo ed è oggi per noi naturale ricordarlo dando il suo nome a questa iniziava alla quale teneva profondamente: un Premio che da otto edizioni, con il sostegno di Hera e la partnership de Il Resto del Carlino, ha trovato nella “sua” Bologna uno spazio di sperimentazione privilegiato. E che, proprio quest’anno, si allargherà anche ad altre città emiliano romagnole. Un’idea che nel tempo si è evoluta, da riconoscimento simbolico dei bei progetti in città a vero e proprio spazio in cui dare sviluppo e supporto a nuove idee per la città, ma che ancora oggi si mostra di grandissima attualità, necessaria e non meno innovativa di un tempo, sottolineando che una Smart City, letteralmente “città intelligente”, prima che sulle nuove tecnologie si deve costruire sulle comunità e sui cittadini.

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