Una Urban Lounge alle scuole Tambroni

Urban lounge alle TambroniBimbi e genitori hanno lavorato con materiali di recupero come pallet e rami degli alberi costruendo arredi in upcycling, hotspot di biodiversità, piccoli giochi di strada: così è nato lo speciale street party delle scuole Tambroni che con la collaborazione del Centro Antartide e la generosità di Avola Società Cooperativa ha rubato per un pomeriggio, lo scorso 26 maggio, la strada alle auto in una sperimentAzione che ha messo al centro il gioco, la socialità, un nuovo spazio pedonale attorno alla scuola e soprattutto la comunità scolastica nel suo insieme. Verso una nuova visione di città in cui le comunità possano svolgere un ruolo sempre più attivo nella riappropriazione e ripensamento degli spazi.

Nei laboratori di upcycle dei giorni precedenti, bimbi, insegnanti e famiglie hanno costruito, con la supervisione del Centro Antartide, speciali sedute nate da pallet di riciclo con parti adibite ad aiuole per il verde, hanno sistemato un grande Ecosistema Mobile costruito con bidoni del petrolio rigenerati e parti di green, ma anche piccoli oggetti in legno per invitare al gioco da strada. Infine, a partire da alcuni rami di sambuco caduti, hanno disseminato lo spazio anche di piccole casette per le osmie, le api solitarie, così importanti per la biodiversità anche urbana. Dopo questo lavoro di preparazione, la scuola è letteralmente uscita dai suoi cancelli per andare ad impegnare, per un pomeriggio, in maniera sperimentale e provvisoria, lo spazio antistante il giardino: un esperimento di un pomeriggio in cui questi arredi, assolutamente low cost, e tutti i bimbi della scuola hanno preso il posto di parcheggi e macchine. Tra pedonalità, così importante attorno alle aree scolastiche, e l’incontro, con l’immancabile gara di torte.
L’iniziativa fa parte di una serie di azioni del Centro Antartide, che hanno l’obiettivo di definire in maniera partecipata e con attenzione alla sostenibilità, un contesto urbano più accogliente ed accessibile, che abbia la capacità di porre la comunità ed il fare comunità al centro. La costruzione di città più coese che aspirano alla crescita del capitale sociale passa infatti da un diverso modo di coinvolgere il territorio in maniera sperimentale, innovativa ma anche continuativa. In questo quadro i giovani che compongono le comunità scolastiche insieme alle famiglie rappresentano un contesto cruciale in cui confrontarsi ed applicare questi principi: uno spazio dove fare cultura della città collaborativa così come della gestione, cura ma anche progettazione partecipata e condivisa dei beni comuni e degli spazi pubblici, con una speciale attenzione allo sviluppo di modelli permanenti di mobilità dolce che a partire dalle nuove caratteristiche degli spazi possano incidere sulle abitudini delle famiglie e che possano poi essere replicati in diverse aree della città.

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