Conducenti… di comunità

Non solo banchi di scuola: per questa edizione il progetto “L’autobus da comunità a community” di Centro Antartide e Tper coinvolge anche i neo-assunti, gli autisti dell’azienda in formazione che vengono coinvolti in uno speciale modulo didattico che interessa gli aspetti del rapporto tra passeggeri e personale e lo sviluppo di comunità. 

Un tempo l’autista era una figura socialmente riconosciuta, un’autorità dentro e fuori dal veicolo, un ruolo di riferimento e di responsabilità. Oggi tante cose sono cambiate anche nell’immagine a volte intoccabile di chi sta alla guida del bus, a partire dall’antico “non parlare al conducente” che da diversi anni Tper ha eliminato, con l’idea che l’autista è il primo volto dell’azienda per i passeggeri e in quanto membro di una comunità viaggiante deve mettersi in contatto anche diretto con essa.  E’ per questo che, quest’anno per la prima edizione, il progetto “L’autobus da comunità a community” del Centro Antartide e Tper, che va ogni anno nelle scuole per favorire il confronto tra ragazzi e personale Tper, ha coinvolto anche due gruppi di neo assunti dell’azienda in un modulo formativo creato ad hoc per far lavorare i nuovi autisti sugli aspetti di comunità del trasporto pubblico, sul suo valore come bene comune, le sue dinamiche all’interno della città. Accanto dunque alla formazione legata alla guida, alla sicurezza, alla conoscenza delle strade e dei percorsi, il Centro Antartide coinvolge il gruppo di autisti che affronta il primo intenso mese di formazione nel mettere a fuoco e sperimentare elementi relazionali legati alla figura dell’autista: mettendosi innanzitutto nei panni dei passeggeri, ma anche imparando a gestire gli imprevisti che ogni lavoro a contatto con il pubblico comporta.

Assieme ai formatori del Centro Antartide, all’iniziativa contribuiscono anche gli autisti che partecipano attivamente alle attività didattiche nelle scuole medie e superiori, che raccolgono spunti e domande dei neo-assunti raccontando le loro esperienze e modalità di lavoro.
Sperimentato per la prima volta a Novembre e ripetuto lo scorso lunedì con il gruppo di autisti in formazione in questi primi giorni di Marzo, il modulo formativo, così come il progetto didattico che arriva nelle scuole, è legato a doppio filo con la riflessione sul capitale sociale della città, sugli atteggiamenti reciproci tra i cittadini e su tutti i piccoli scambi anche verbali che restituiscono l’immagine del clima, amichevole od ostile, di fiducia o diffidenza, della città. Con la convinzione che proprio dalla piccola comunità condensata dei bus del trasporto pubblico si possa cominciare a cambiare il volto della città.

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