Bologna dedica un giardino a Umberto Bagnaresi

Venerdì 16 maggio Bologna ricorda, a dieci anni dalla sua scomparsa, avvenuta nel 2004, Umberto Bagnaresi, un uomo che, come studioso, docente e appassionato interprete della cultura ambientale nella gestione del territorio, ha sempre agito in favore degli alberi e dei boschi, delle zone collinari e montane e delle loro comunità, lasciando un ricordo vivissimo nei tanti che lo hanno conosciuto. 
Bologna, dove Bagnaresi ha vissuto buona parte della sua vita, gli dedica un giardino sulle colline appena sopra la città. Umberto Bagnaresi ha insegnato alla Facoltà di Agraria e per molti anni ha diretto il Dipartimento di Colture Arbore. Ha presieduto a lungo la più antica associazione naturalistica italiana (Pro Montibus et Silvis, fondata nel 1898), ma è stato anche presidente del Centro Villa Ghigi, vicepresidente della Fondazione omonima e ha fatto parte del comitato scientifico del Centro Antartide. Come dire idee vecchie e nuove sui tanti modi di valorizzare l'ambiente.

Era nato a Riolo Terme (RA) nel 1926 e dopo la laurea in Scienze Forestali nel 1952, si era formato a diretto contatto con i problemi della montagna alpina e appenninica, prima come direttore del Consorzio Forestale del Comelico, in Cadore,e poi del Consorzio di Bonifica Montana dell'Alto Bacino del Reno. Di questa esperienza ha sempre serbato l'impronta, nell'attenzione continua per le attività umane nel bosco e nella ricerca di forme di gestione rispettose della natura, così da preservare nel tempo le basi di questa convivenza e al tempo stesso la bellezza della montagna che tanto lo incantava. Umberto Bagnaresi è stato da sempre un paladino della gestione sostenibile del bosco, anche quando di sostenibilità nessuno ancora parlava. È con questo spirito che ha contribuito alla creazione e poi all'attiva gestione di tante aree protette della nostra regione, dal Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi al Parco Regionale dei Gessi Bolognesi e dei Calanchi dell’Abbadessa, alle porte di Bologna, di cui è stato a lungo il presidente. Grande attenzione ha dedicata all'insegnamento.

Lo testimoniano i tanti allievi, che oggi come professionisti o nella pubblica amministrazione contribuiscono a coniugare conservazione, valorizzazione e sviluppo della montagna appenninica, e i ricercatori che, formatisi alla sua ombra, proseguono le sue ricerche raffinate di ecologia del bosco nella Scuola di Agraria.

Tra le sue passioni, oltre all’alpinismo, c’era la pittura. Una selezione delle sue opere sono state esposte anni fa a Cà La Ghironda: in gran parte paesaggi collinari e montani e scorci di bosco di grande bellezza, che colpivano per la qualità tecnica e i colori quasi sempre caldi e solari. «La pittura -disse- per me è la serenità della vita perché mi permette di positivizzare tutto ciò che è dentro al mio animo”.

Il 16 maggio, il Comune di Bologna gli dedica un giardino, appuntamento alle ore 18 (via Castiglione 156/3). Partecipano l'assessore Marilena Pillati e Marco Pollastri del Centro Antartide.

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