Il Sindaco di Bologna Virginio Merola ringrazia i donatori di sangue

Questa mattina alla Casa dei Donatori di Sangue le donatrici e i donatori di Bologna hanno avuto una visita a sorpresa. Il Sindaco di Virginio Merola è infatti passato a salutare e ringraziare le persone che compiono un atto di solidarietà indispensabile per il funzionamento del nostro sistema sanitario e - come ha lui stesso evidenziato – “Un gesto di cittadinanza attiva, un'attenzione verso gli altri tanto più potente in quanto questi ‘altri’ sono sconosciuti che hanno estremo bisogno di cure.”
Il Sindaco ha visitato il centro prelievi accompagnato dal Direttore del Servizio Trasfusionale dell’Azienda USL di Bologna Claudio Velati, la vice-presidentessa di Avis comunale Bologna Tiziana Spagnolo e Marco Pollastri del Centro Antartide, che ha coordinato l’incontro nell’ambito del progetto Bologna Città Civile. Il primo cittadino si è intrattenuto con i ragazzi di una scuola superiore in visita al centro proprio questa mattina.

“Sono venuto a inaugurare la struttura come Assessore nel 2009 e oggi ci torno come Sindaco per constatare che la Casa dei Donatori di Sangue funziona bene, è bellissima ed è un centro prelievi di eccellenza di cui essere fieri” ha affermato Merola al termine della visita, aggiungendo: “Mi fa piacere notare che arrivano anche i ragazzi delle scuole e che i donatori sembrano soddisfatti dell’accoglienza e delle attenzioni che ricevono.” Il Sindaco ha poi preso un appuntamento per la visita di idoneità alla donazione di sangue.

Michael J. Sandel, nel libro Quello che i soldi non possono comprare, racconta dello studio fatto in Svizzera sulle realtà nelle quali si è sperimentata una forma di retribuzione in denaro per i donatori: la ricerca ha dimostrato che prevedere un compenso economico per chi dona il sangue ha portato a un lieve calo dei donatori. Dietro questo gesto infatti non c’è la ricerca di un tornaconto personale o di un vantaggio specifico, ma il senso di appartenenza a una comunità, di relazione gratuita, di responsabilità morale e il desiderio di fare qualcosa per gli altri.

Inoltre i donatori periodici, anonimi e non retribuiti, rappresentano la colonna portante del nostro servizio sanitario perché permettono di raggiungere i massimi livelli di sicurezza degli emocomponenti raccolti: chi non ha un interesse economico è più portato a rispettare uno stile di vita adeguato alla donazione.

A Bologna e provincia i donatori sono circa 26.000, di cui 7.000 residenti in città, e l’associazione di volontariato è la più numerosa nonché una delle più radicate sul territorio; presente nelle scuole, nei centri sociali, nelle organizzazioni che pianificano la raccolta e le strategie per l’autosufficienza di sangue e plasma.
Il progetto “La città civile” coordinato dal Centro Antartide, vuole rilanciare il senso civico in città: una Bologna che sa dire grazie ai tanti cittadini che ogni giorno si donano agli altri è il primo passaggio per ricominciare a costruire capitale sociale. All’incontro erano presenti anche il Presidente di Avis regionale Andrea Tieghi e quello provinciale Dario Bresciani.

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