Dal bus alla cattedra

Conferenza stampa interventi didattici centro antartide-tper 22 ottobre 2013

Normalmente sono silenziosi, impegnati nella guida tra traffico, fermate, salite e discese di passeggeri. In passato, addirittura, nessuno poteva rivolgere loro la parola, mentre oggi svolgono anche un importante ruolo di contatto con le persone. Sono gli autisti degli autobus che ogni giorno “muovono” letteralmente la città. Escono adesso dal posto guida per parlare agli studenti di “buone regole” sui mezzi pubblici, in un’ottica di collaborazione e interazione del tutto nuova. Questi inusuali insegnanti, insieme ai loro colleghi “controllori”, saranno, infatti, i protagonisti degli originali laboratori didattici che verranno realizzati dal Centro Antartide per Tper nelle scuole superiori di Bologna e Ferrara.

Il trasporto pubblico è un vero e proprio bene comune, quando funziona bene ne traggono vantaggio tutti, anche chi non lo usa. Ma il trasporto pubblico soffre di un’immagine non sempre positiva e troppo spesso funziona da alibi per invadere le corsie preferenziali o per comportamenti poco corretti a bordo.

Agli autisti non sempre viene dato un riconoscimento sociale adeguato, pur ricoprendo un importante ruolo pubblico. Anche per questo Tper sta avviando un’azione culturale che parte da azioni rivolte al proprio interno e verso l’utenza, non a caso, dalle scuole.

Un’azione che comincia proprio dagli istituti superiori; il confronto con i giovani è strategico per rafforzare i valori sociali e gli studenti rappresentano un’importantissima fascia di utenza dei mezzi pubblici.

Il progetto formativo, realizzato con la collaborazione del Centro Antartide di Bologna, inizierà in via sperimentale in questo anno scolastico, coinvolgendo 12 classi a Bologna e 4 a Ferrara.

Oltre alla presenza di autisti e controllori del bus, gli interventi didattici saranno caratterizzati da una metodologia didattica innovativa: non la classica lezione frontale, ma il coinvolgimento dei ragazzi nel raccontare la loro percezione e le loro storie di vita legate alla mobilità in città. Le testimonianze, per le quali si potranno usare strumenti diversi, come racconti, foto e video, confluiranno poi in un blog dedicato.

L’idea è quella di utilizzare le regole informali che i ragazzi adottano spontaneamente nelle web community che frequentano per riflettere sulle regole di convivenza alla base di una comunità, come quella che si forma, seppur temporaneamente, sui mezzi del trasporto pubblico. Perché, come recitava una vecchia, ma sempre attuale, campagna dell’azienda trasporti, “con l’attenzione di tutti in autobus non si è mai soli”.

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