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Segni di inciviltà sulle pietre di Bologna

12.500 cerchi colorati per “denunciare” 12.500 macchie nere, resti di gomme masticate e buttate a terra sulla scalinata di sala Borsa. I bambini della scuola Manzolini protagonisti di un’azione artistica per dire a tutta la città: “Ogni rifiuto deve essere abbandonato nel posto giusto”.

I bambini e le bambine della scuola elementare Manzolini, guidati dalle maestre Melina Carpi, Patrizia Molinari e Amalia Albarelli, sono stati protagonisti nella mattinata di un’azione artistica realizzata in Piazza Nettuno sulla scalinata che conduce alla Sala Borsa: circondare con forme e linee variopinte le macchie scure lasciate nel porfido dai chewingum fatti cadere a terra da persone che mai si comporterebbero allo stesso modo nel loro soggiorno o nella loro stanza. Un gesto distratto, che in troppi casi è rappresentativo di un atteggiamento poco responsabile nei confronti della città e degli spazi comuni.
Obiettivo: denunciare la cattiva abitudine di abbandonare i rifiuti per strada e riaffermare il bisogno di lasciare ogni rifiuto nel cestino o cassonetto giusto. Chewingum o altro.

I bambini hanno tracciato 12.500 cerchi colorati per evidenziare 12.500 macchie nere che deturpano la bella scalinata che porta alla più importante biblioteca della città.

Da sottolineare che ci vogliono 5 anni perché una sola chewingum lasciata per strada si dissolva nell’ambiente. E così un atto che sembrerebbe di poco conto lascia un segno quasi indelebile sulle pietre della nostra città. Un segno di inciviltà che sarebbe facile evitare.

In piazza insieme ai bambini c’era Emidio Castelli, responsabile ambiente di Hera.
Ai piedi della scalinata sono state esposte anche delle vignette disegnate in classe dai bambini con la collaborazione di un genitore, Marco Serra: in cinque scene ritmate da una filastrocca si descriveva con leggerezza ed ironia la storia di un “marziano sporcaccione che non fa uso del bidone”, un personaggio verde e spaventoso. L’extra terreste, come molti cittadini, non conosce il rispetto per l’ambiente e per la città: “Le buone maniere ha dimenticato il marziano: in autobus non cede il posto all’anziano” e “Del suo cane di nome Artù non raccoglie la pupù”. Attraverso il suo cattivo esempio i ragazzi rivolgono a tutti lo stesso invito “Non fare il marziano: comportati da persona civile”.

L’iniziativa giunge a conclusione di un percorso didattico dedicato all’educazione civica svolto nell’ambito del progetto “La città civile” che nelle scorse settimane ha visto protagoniste numerose scuole della città, e che ha compreso la distribuzione di 20.000 bulbi di gladiolo, fiore simbolo del rispetto, nei principali luoghi pubblici di Bologna, con l’invito per quanti l’hanno ricevuto a farsi “giardinieri di civiltà”. Altre iniziative seguiranno nelle prossime settimane per dire a tutti che in una città gentile, rispettosa delle regole e dell’ambiente si vive meglio. Tutti.

Il progetto “La città civile” coinvolge 20 scuole bolognesi e viene realizzato grazie al sostegno della Fondazione del Monte. Promotori: Centro Antartide, Comune e Ausl di Bologna, Coop Adriatica, Avola coop, Legacoop, Manutencoop, Quartiere Savena, Quartiere Saragozza, Biblioteca dell’Archiginnasio, Infea Regione Emilia-Romagna, Ancescao, Cgil, Cisl, Uil con il patrocinio dell’Assessorato alla Scuola della Regione Emilia-Romagna.

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