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Dalle scuole un progetto per l'educazione civica in città

“Bologna città civile” è quanto si legge su un immaginario cartello stradale posto all’ingresso della città. Un cartello che oggi non esiste ma che è l’obiettivo ideale del progetto “La città civile” dedicato all’educazione civica, al rispetto degli altri e dell’ambiente che partendo dalle scuole ha l’obiettivo di parlare a tutta la città.

I 21 istituti coinvolti presenteranno i propri percorsi didattici lunedì 15 dicembre alle 17 nel corso di un incontro pubblico che si terrà proprio in una scuola, l’istituto Farini in via Populonia 11.

Le attività educative, destinate a bambini e ragazzi, partiranno dal loro vissuto quotidiano con l’obiettivo di contribuire a far tornare Bologna capitale del senso civico agendo su terreni e piani diversi. Chi studierà le “parole della cortesia”, chi darà vita al sito del progetto, chi lavorerà per restituire bellezza a luoghi degradati e chi farà la raccolta differenziata a scuola chiedendo poi a tutta la città di impegnarsi, di più e meglio, per non sprecare risorse preziose. Chi si interrogherà sugli stili di vita e la convivenza civile, chi produrrà foto e immagini per una campagna di comunicazione alla città e chi farà indagini per misurare le buone e le cattive maniere dei bolognesi. Chi proverà a sorridere e a far sorridere sui problemi disegnando vignette e chi scriverà lettere aperte per invitare i bolognesi a comportamenti civili sugli autobus.

Tante le personalità cittadine che parteciperanno all’incontro a fianco degli insegnanti: l’Assessore all’Ambiente del Comune di Bologna Anna Patullo, il presidente della Fondazione del Monte Marco Cammelli, il presidente del Quartiere Savena Virginia Gieri, i docenti Roberto Cartocci, Graziella Giovannini e Fanny Cappello dell’Università di Bologna e Filomena Massaro dirigente dell’Istituto Comprensivo 12.

Il progetto “La città civile” parte dalla constatazione che la relazione con gli altri e con lo scenario fisico che fa da sfondo alla nostra vita quotidiana non lasciano indifferenti. In strada, a scuola, nei luoghi di lavoro e negli spazi pubblici, mille sono le occasioni di incontro con la cortesia o la maleducazione e con l’armonia o il disordine. Mille occasioni che, anche nella loro fugacità, rendono più leggera o pesante la vita quotidiana e incidono sul nostro stato d’animo.

Bologna, un tempo nota per l’alto senso civico dei suoi cittadini, mostra oggi un’immagine segnata da ferite profonde. In tanti più che abitare la città la consumano ed hanno fatto della maleducazione e della trasgressione delle regole uno stile di vita. Per fortuna esiste anche una Bologna virtuosa, che quotidianamente fa del rispetto uno stile di vita. Un rispetto fatto di gesti semplici, piccole ma preziose attenzioni agli altri e all’ambiente. Bologna - direbbe Robert Putnam lo studioso di quella straordinaria risorsa coesiva che sono la fiducia negli altri e i rapporti di reciprocità generalizzata - è ancora abitata da tanti “giardinieri civici”. Su questa Bologna bisogna far leva per tornare ad essere una città capace di stupire e istruire. E’ a questa Bologna che darà voce il progetto “La città civile”.

Il Progetto “La città civile” è promosso dal Centro Antartide con la collaborazione di: Comune di Bologna, Ausl Bologna, Ancescao, Quartiere Savena, Quartiere Saragozza, il quotidiano “la Repubblica”, Biblioteca dell’Archiginnasio, Unione Italiana Ciechi, Cgil, Cisl e Uil. Con il sostegno di: Fondazione del Monte, Legacoop, Manutencoop, Coop Adriatica e Avola coop. Sotto il patrocinio di: Università di Bologna, Regione Emilia-Romagna e Ufficio Scolastico Provinciale.

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