Andrea Pazienza, bologna ricorda il grande artista con una targa in suo onore

Michele Pazienza, fratello di Andrea, Marco Pollastri del Centro Antartide, il sindaco di Bologna Virginio Merola e il sindaco di San Severo Gianfranco Savino all'inaugurazione della targa in memoria di Andrea Pazienza. Bologna, 24 maggio 2013

Bologna ricorda Andrea Pazienza. Nel giorno dell’anniversario della nascita del poliedrico artista pugliese, il sindaco Virginio Merola ha officiato la presentazione di una targa in suo onore in via Emilia 223, nella residenza in cui visse Paz e che ritorna in molte delle sue opere. All’iniziativa – promossa dal Comune di Bologna, Coop Adriatica e Centro Antartide – hanno preso parte i familiari di Pazienza, così come il primo cittadino di San Severo, “la città del mio pensiero” come la definì lo stesso Pazienza e in cui tuttora riposa per sua espressa volontà.

La cerimonia si è aperta con i saluti del sindaco di San Severo, Gianfranco Savino, che ha omaggiato Merola e la città di Bologna con una targa raffigurante Palazzo Celestini, sede del comune. Il primo a prendere la parola è stato Marco Pollastri che, in rappresentanza del Centro Antartide, ha sottolineato l’importanza per Bologna di proseguire nel ricordo chi ha reso culturalmente grande la città, definendo Pazienza come “un artista unico, capace di appassionare generazioni intere di giovani”.

Toccante il ricordo di Michele Pazienza che proprio in quell’appartamento visse accanto al fratello. “Essere qui davanti mi sembra quasi normale, nonostante sia passato tanto tempo. All’epoca non avevamo il telefono in casa e i cellulari non esistevano ancora, così per chiamare utilizzavamo il bar qui all’angolo. Ricordo Andrea come se fosse ieri. E’ sempre stato amatissimo, conosciuto da tutti ma è incredibile come più trascorrano gli anni e più si parli di lui”.

Il primo cittadino di San Severo ha cominciato invece il discorso con un elogio a Bologna, “città da sempre ospitale con i Sanseveresi”, parlando del Pazienza bambino, avendolo conosciuto fin dall’infanzia tramite il papà Lucio con cui andava a caccia insieme. “Ricordo i primi disegni di Andrea a due anni e mezzo.  Nutriva un affetto profondo per la sua terra che lo portava a tornare spesso nell’amato Gargano. Noi ci sentiamo onorati di essere suoi concittadini e per aver portato il nome di San Severo in ogni dove”.

Virginio Merola è apparso a tratti commosso. Il sindaco di Bologna ha messo in risalto il contributo culturale dato dal genio del fumetto, “le cui opere rimarranno per sempre scolpite nella memoria della città che ha saputo accogliere e far coesistere l’estro di personalità controcorrente, senza mai subordinare il pensiero delle minoranze. Ricordare Andrea Pazienza è bello e doveroso per una città gentile come Bologna, a cui deve la propria crescita civile e culturale ad artisti come lui”.

“Se per controcorrente si intende avere coraggio, Andrea ne ha avuto da vendere”, ha voluto rimarcare il fratello, chiudendo l’iniziativa con un pensiero sul legame dell’artista col capoluogo emiliano: “ha sempre descritto Bologna senza remore, raccontandola in tutti i suoi aspetti. E Bologna l’ha sempre accompagnato”.

Il secondo appuntamento è per lunedì 27 maggio, alle ore 18, presso la Libreria Coop Ambasciatori di via Orefici 19, dove si terrà un incontro pubblico a cui parteciperanno l'assessore alla cultura del Comune di Bologna Alberto Ronchi, il leader degli Skiantos Freak Antoni, il fumettista Vittorio Giardino e Fernando Pellerano.

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