Antartide: venti anni dalla parte dell’ambiente e del vivere civile

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C'è chi attraversa “il mare sotto la ferrovia” al Fossolo, dove un murales abbellisce il tunnel ciclopedonale, mentre un bicigeneratore a Milano, per la prima della Scala, permette di ascoltare le arie del Don Giovanni, sfruttando l’energia pulita prodotta dalla pedalata. Pino Cacucci legge un racconto dedicato a Irma Bandiera sotto quella che fu la sua casa in un giro in bicicletta dedicato alla resistenza. Al casello di San Lazzaro Snoopy e Vito augurano "Vacanze coi fiocchi" in occasione della campagna nazionale condotta per 13 anni, che ha avuto come padre nobile Piero Angela.

Vandana Shiva in Sala Borsa ci parla del mondo, e intanto il bel disegno di Giardino ci guarda da un manifesto e annuncia la “Settimana del saluto”. Una mostra fotografica di Cristina Berselli e Ivano Adversi ci racconta dei grandi fiumi della terra e una fila di bambini va in Pedibus a scuola. Dalle pensiline dei bus Flavia Franzoni ci parla di convivenza civile. Le stesse pensiline dove anni prima erano comparsi i “Racconti d'attesa” di Carlo Lucarelli, Marcello Fois ed altri.

 

E ancora, in Piazza S. Stefano troviamo i bambini delle Longhena che la ripuliscono dalla cicche di sigaretta e in Piazza Maggiore gli studenti delle Padre Marella e delle Manzolini ci ricordano che “Siamo tutti pedoni”. Riflettiamo sul risparmio idrico osservando le opere del grande scultore faentino Carlo Zauli perché - “arte e acqua sono risorse preziose”. Nel frattempo in val di Setta, al centro di potabilizzazione di Hera, una classe osserva cosa accade all’acqua che consumiamo, prima e dopo i nostri rubinetti domestici e in piazza Ravegnana richiama la nostra curiosità una 500 ricoperta di post-it, tra cui quello di Romano di Prodi, che recita “incontrarsi è meglio che scontrarsi: vale per le strade e vale per il mondo”.

Queste, e tante altre, sono state le occasioni di incontro con il Centro Antartide nei suoi 20 anni di vita: di noi il direttore di Linus Oreste del Buono un giorno ha detto che “non fanno che regalarmi magnifiche campagne”. Esperienze premiate dai Presidenti Ciampi e Napolitano. Un riconoscimento particolare è arrivato anche dalla Francia dove il Ministero dei Trasporti ha replicato la campagna “Vacanze coi fiocchi”: ovviamente sostituendo Snoopy con il più “locale” ma altrettanto amato Asterix.

Il Centro Antartide è un corecevia in cui simbolicamente si sono incontrati o si incontrano personaggi che hanno reso o rendono onore all'Italia. Diversi tra loro, ma tutti ugualmente partecipi delle nostre imprese ecologiche e civili. Da Margherita Hack a Roberto Roversi, da Stefania Pellegrini a Roberto Baggio, da Enzo Bianchi a Mario Rigoni Stern, da Charles Schultz, padre dei Peanuts, a Enzo Biagi. Intrecciando continuamente rigore scientifico e fantasia in una ricerca continua di leggerezza, per parlare al cuore e alla mente di tutti. Da qui anche il coinvolgimento delle più importanti matite italiane: da Vauro ad Altan. "Mobilitando” gli eroi del nostro mondo fantastico: Pimpa, Diabolik, Dylan Dog, Tex, Martin Mystère tra gli altri.

Il Centro Antartide trova la sua origine nelle attività culturali promosse dalla cooperativa “La luna nel pozzo”, che nasce agli inizi degli anni ‘80 su iniziativa di studenti fuorisede che ebbero la “folle” idea di considerarsi non ospiti ma cittadini di Bologna, una piccola miniera di diversità e di umanità, che poteva arricchire la città. Un'idea condivisa da Andrea Cammelli, all’epoca assessore in Comune e accolta dal Sindaco Renzo Imbeni. Un progetto che ha dato vita all'Università Verde, che proponeva corsi di ecologia che riempivano le aule, senza dimenticare lo straordinario corso di lingua napoletana svoltosi al Ciamician di sera con Elisa Dorso e il Circolo degli Occhi Dolci. Ventate di cultura nella desolata notte in zona universitaria. Idee per costruire un rapporto nuovo tra città e università, valide ancora oggi.

All'Università Verde insegnarono molti dei padri dell'ecologismo italiano tra cui Antonio Cederna, Gianfranco Amendola, Walter Ganapini, Aldo Sacchetti, Enzo Tiezzi, Gianni Mattioli, Giorgio Celli. Ma anche Pietro Ingrao, che partecipò ad un dibattito con Alex Langer, Laura Conti e Paolo Galletti. E mentre il fenomeno delle Università Verdi (si espansero in 100 città) declinava, a Bologna, nel 1992, nasceva il Centro Antartide, grazie all'intelligenza lungimirante dell'Assessore Antonio La Forgia. Antartide: un nome simbolico per richiamare il continente patrimonio di tutta l'umanità. Oggi è considerato dalla Regione Emilia-Romagna un centro di eccellenza per educare tutta la comunità alla sostenibilità ambientale.

Le iniziative promosse dal Centro Antartide hanno l’ambizione di essere canali di partecipazione, di dialogo e di collaborazione tra istituzioni e attori sociali. Dietro a questa scelta vi è la convinzione che solo una coscienza diffusa dei problemi, la cittadinanza attiva, la sinergia tra azione educativa e azione di governo possano determinare cambiamenti in grado di mettere radici profonde. Tra le persone che hanno creduto in questo progetto: Umberto Bagnaresi, uno dei “custodi” della natura bolognese (scomparso nel 2003), che insieme ai docenti Fanny Cappello, Giulio Sarti, Luigi Bruzzi, Pier Francesco Ghetti e Walter Ganapini ha fatto parte del Comitato scientifico. L’ultimo pensiero va a Roberto Roversi, un nostro carissimo amico, che così commentò il nostro contributo al rilancio del senso civico: “in questo progetto ho percepito l'aria, il vento delle emozioni e delle occasioni non deluse di un tempo”.

Terminato il 2012 il Centro Antartide conclude i suoi primi 20 anni: a tutti quelli che hanno incrociato il nostro cammino va il nostro grazie più grande. E lo sguardo va subito al futuro: la crisi che stiamo vivendo determina non solo problemi ma anche una nuova scala di valori in cui le nostre idee possono trovare ancora più spazio. È il miglior augurio per i prossimi 30 anni.

Giampiero Mucciaccio

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