sicuro,
vado in bici!

Il mezzo perfetto

La bicicletta è il mezzo di trasporto perfetto per muoversi in città: non inquina, è veloce e silenziosa, consuma energia rinnovabile, non ingombra, è economica e permette di fare un sano esercizio fisico in una società che spinge sempre più alla sedentarietà.

Purtroppo però muoversi in bici significa anche ogni giorno fare i conti con i rischi che coinvolgono tutti gli utenti della strada. La sempre maggiore estensione delle piste ciclabili sicuramente va nella direzione di una maggiore sicurezza, ma anche i ciclisti possono svolgere un ruolo attivo per far crescere la sicurezza sulle strade. Innanzitutto rispettando le regole, usando il buon senso e dando la giusta attenzione alla manutenzione e all'efficienza della bicicletta. Per se stessi. per gli altri.

Renditi visibile

Rendersi visibili è importante perché di notte non si distinguono facilmente gli oggetti e non sempre i fari delle auto sono sufficienti a chi guida per vedere i ciclisti: i nostri occhi vedono bene solo gli oggetti che emettono la luce o che la riflettono.

Il problema è che spesso confondiamo il vedere con l’essere visti e crediamo di essere stati visti da chi guida un’auto per il solo fatto di vedere la macchina o i suoi fari. Questo errore è all’origine di numerosi incidenti.

Essere ben visibili anche da lontano è fondamentale per non essere investiti. Questo vale anche in città dove, fra un lampione e l’altro, si creano pericolose zone d’ombra, allora perché molti ciclisti viaggiano senza fanali alla sera o di notte?

I negozi di biciclette vendono luci rosse intermittenti posteriori per meno di cinque euro (da considerarsi in aggiunta alle luci fisse). Meglio ancora se usi la vecchia dinamo, così non corri il rischio che si scarichino le batterie o di dimenticare il segnalatore. Tra l’altro l’impianto di illuminazione è obbligatorio per il codice della strada.

I bambini in bici

Secondo il codice della strada è possibile trasportare un solo bambino, fino agli 8 anni di età e obbligatoriamente utilizzando i seggiolini omologati (normativa EN 14344). I seggiolini anteriori possono essere utilizzati da bambini che pesino un massimo di 15kg, per i più grandi è obbligatorio l’uso del seggiolino posteriore.

Non è obbligatorio per legge, ma fortemente consigliato dal buon senso, l’uso del caschetto. Quando il bambino è sul seggiolino la bici non va mai lasciata sul cavalletto o appoggiata ad un muro perché potrebbe facilmente ribaltarsi, con le immaginabili conseguenze per il piccolo. Di questo inconveniente non soffrono i rimorchi, ideali soprattutto per gite e viaggi, ma meno sicuri nel traffico cittadino.

Attraversamenti

Gli attraversamenti ciclabili segnalati con i “quadrotti” della segnaletica orizzontale danno continuità alla pista ciclabile.

In questo modo il ciclista può attraversare senza scendere dalla bicicletta. Se i “quadrotti” non sono presenti la pista è interrotta e il ciclista deve scendere dalla bicicletta e attraversare a piedi sulle strisce pedonali.

Forse non tutti sanno che...

Se sulla strada che state percorrendo è presente una pista ciclabile per il codice della strada è obbligatorio utilizzarla.

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Le rotatorie

I ciclisti devono transitare sulle piste ciclabili, quando esistono. In caso contrario devono percorrere la rotatoria tenendo costantemente la destra e rimanendo sempre sulla corsia più esterna.

foto di: jahno-pictures da deviantart.com

Il casco

Anche se in sella alla nostra bici non raggiungiamo velocità stratosferiche, gli altri veicoli viaggiano ad una velocità che può essere anche molto pericolosa. Basti pensare che un urto frontale con un’automobile (velocità dell’auto 35 km/h + velocità della bici 15 km/h) corrisponde ad un salto da un trampolino alto 10 m in una piscina vuota!

Ma anche la velocità stessa della bici non è poi così priva di rischi: una caduta a 25 Km/h corrisponde ad un tuffo di testa dall’altezza di 2,5 m sull’asfalto!

Per questo è importante abituarsi a portare il caschetto. Il casco deve fasciare bene la testa, non dovrebbe stringere troppo né scivolare. La fronte, le tempie e la nuca sono le zone d’urto in caso di incidente, il casco deve quindi proteggerle bene. Il cinturino di chiusura deve essere preferibilmente ad aggancio rapido e deve garantire la stabilità del casco sulla testa. Le orecchie devono rimanere fuori dal casco ed il campo visivo non deve essere limitato in alcun modo. I caschi con colori vivaci e con decorazioni riflettenti possono essere una buona idea perché sono maggiormente visibili.

Ricordati che dopo una caduta, il casco perde di efficacia e va sostituito.

La paletta distanziatrice

La paletta distanziatrice è utilissima perché non solo ti renderà più visibile, ma eviterà che automobilisti o motociclisti sconsiderati ti superino ad una distanza eccessivamente ravvicinata, specie nelle strette strade del centro.

Lo zen e l'arte della manutenzione della bici

Una bici efficiente è una bici più sicura! Perciò ricordati di controllare periodicamente se:

  1. i freni funzionano
  2. le luci funzionano
  3. i pneumatici sono gonfi

Quando i freni e i pneumatici sono usurati, bisogna sostituirli tempestivamente. Una bicicletta con i freni difettosi può improvvisamente trasformarsi in un mezzo incontrollabile, mentre i pneumatici lisci riducono l'aderenza e aumentano la possibilità di scivolare e cadere.

Un accessorio spesso trascurato ma importante - anzi addirittura obbligatorio per legge - è il campanello che può essere molto utile per segnalare la nostra presenza in situazioni critiche.

Una buona idea può essere anche l'installazione di uno specchietto retrovisore che ti permette di controllare quello che succede alle tue spalle.

Per essere in regola la bicicletta deve avere

  1. un freno per ogni ruota
  2. un campanello
  3. anteriormente luci bianche o gialle
  4. posteriormente luci rosse e catadiottri rossi
  5. sui pedali catadiottri gialli ed analoghi
  6. dispositivi devono essere applicati sui lati

La bici può circolare senza fari solo di giorno. Anche l'abbigliamento può essere di grande aiuto nel rendersi visibili. Di giorno può bastare indossare abiti chiari. mentre quando fa buio sono di grande aiuto i giubbotti e le strisce riflettenti, il cui uso è stato reso obbligatorio dall’ultima revisione del codice della strada che chi circola di notte fuori dai centri abitati.

Come si lega una bici

Bisogna utilizzare un lucchetto e una catena di qualità, anche se in caso di biciclette particolarmente economiche possono costare più della bici stessa. Un lucchetto o una catena insicura rendono molto più facile rubare la bici e se i furti si ripetono l’acquisto ripetuto di bici (e lucchetti), anche economici, diventa meno conveniente che acquistare un buon antifurto fin da subito.

La catena deve abbracciare il telaio e almeno una ruota, dovendo scegliere, meglio l’anteriore, più facile da smontare della posteriore. Se è possibile legare la bici ad un punto fisso (palo, rastrelliera o altro), la sicurezza è ovviamente molto maggiore. Per rendere la vita ancora più difficile ai potenziali ladri può essere un’idea adottare un secondo catenaccio, più piccolo e leggero, per legare l’altra ruota al telaio.

Particolarmente soggetti a furti sono anche gli accessori a sgancio rapido, come molte selle. Questi possono essere legati al telaio con delle piccole catene fisse. In alternativa esistono in commercio speciali sganci rapidi che si aprono solo rovesciando la bici. Se quando si parcheggia la si lega in modo che sia impossibile rovesciarla diventano molto più sicuri dei comuni bulloni.

Da ultimo è ovviamente buona norma evitare di parcheggiare la bici, specie per lunghi periodi, in luoghi dove i ladri possano agire indisturbati.

Il decalogo della sicurezza in bici

  1. Uguali agli altri! i ciclisti, come tutti gli altri utenti, devono rispettare le regole del codice della strada e non dimenticare mai il buon senso Esempi di comportamenti da evitare sono il passare con il rosso, il pedalare sui marciapiedi, contromano o sotto i portici.
  2. Non passare inosservato! Non dare mai per scontato che chi guida si accorga di te, per cui lai di tutto per renderti visibile anche ai più distratti.
  3. Occhio al percorso! Studiando bene i percorsi scoprirai che in città puoi raggiungere molti luoghi utilizzando le piste ciclabili e muovendoti su strade secondarie poco trafficate e quindi meno pericolose.
  4. In medio stat virtus! Mentre in genere preferisci pedalare accostato a destra, a volte è più sicuro tenersi un po’ più al centro: permette alle auto di vederti meglio e ti riserva un margine di sicurezza rispetto alle portiere che si aprono.
  5. A me gli occhi! Cerca lo sguardo di chi guida in tutte le situazioni critiche per capire se ti vede o è distratto, magari dal telefonino. Se non ti vede, allarmati segnata la tua presenza, e tieniti pronto a manovre di emergenza.
  1. Segnalazione! Segnala chiaramente e con buon anticipo agli altri i tuoi spostamenti. Usa il braccio teso per segnalare una svolta e usa il campanello quando necessario. Scegline uno che si faccia sentire.
  2. Fai il vigile! Sii sempre vigile nel traffico, cerca di prevenire le manovre degli altri veicoli e tieni sotto controllo con la coda dell’occhio o con l’udito anche ciò che avviene alle tue spalle. L'ascolto della musica non solo distrae, ma soprattutto ci estrania dall'ambiente in cui stiamo pedalando e ci impedisce di cogliere rumori che possono segnalare pericoli.
  3. Tieni le distanze! Tieniti ad adeguata distanza dai mezzi pesanti come furgoni, autocarri, autobus: se sei troppo vicino potrebbero non vederti. Attenzione ai veicoli parcheggiati con qualcuno alla guida: potrebbero aprire la portiera o partire improvvisamente. Usa la paletta distanziatrice per evitare che le auto ti passino troppo vicino.
  4. Fai l'indiano! Viaggia in fila indiana con gli altri ciclisti senza affiancarli, salvo nel momento del sorpasso. Non zigzagare e non farti trainare da altri mezzi motorizzati.
  5. Dai il buon esempio! Ricorda per I bimbi il tuo comportamento è sempre d'esempio (vale anche quando sei in auto o a piedi!)

Con il sostegno di

Comune di Bologna

A cura di

Centro Antartide